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Offresi posto letto (E. Ascari)

giovedì, luglio 29th, 2010

OFFRESI POSTO LETTO
di Emanuela Ascari
Progetto vincitore del Concorso Iceberg 09 – Bologna, sezione Arte Pubblica.

Gli spazi residuali di una città si offrono come spazi disponibili alla sperimentazione di pratiche creative e abitative che interrompano temporaneamente lo stato di attesa e abbandono per evidenziarne il potenziale latente, il rimosso della città. Sono spazi in attesa, situazioni urbane precarie, di scarto, pause che sopravvivono all’incessante urbanizzazione della città come riserve di pensiero, contenitori di quei racconti che la città stessa vorrebbe celare. La perdita o la sospensione temporanea della connotazione funzionale di questi luoghi permette di avvicinarsi con un atteggiamento progettuale libero, transitorio, informale.

Durante un’esplorazione dell’area attorno alla nuova centralità Stazione ferroviaria-nuova sede del Comune di Bologna, ai margini dei cantieri per la realizzazione del nuovo piano urbanistico della città, sono stati individuati alcuni di questi spazi e, in una logica provocatoria che intende far emergere il problema dell’abitare a Bologna, sono stati messi in affitto, proposti come possibili spazi abitabili a “contratto concordato”, attraverso una bacheca di annunci di una fittizia agenzia immobiliare (www.immobilismi.it).


L’installazione di questo lavoro si realizza come occupazione temporanea, in un’ottica di riattivazione e ri-appropriazione. Un materasso, unità minima di spazio abitabile, animato da una video-proiezione di corpi dormienti, viene posizionato di volta in volta in uno di questi spazi appositamente individuato, spazi dove si manifesta silenzioso l’inconscio della città, il rimosso.

Il video è stato realizzato coinvolgendo persone che vivono o hanno vissuto a Bologna in situazioni abitative precarie rispondendo ai classici annunci affissi per le strade della città.


Offresi posto letto, 2009. Opera di Arte Pubblica.
Installazione urbana (video-proiezione su materasso e bacheca annunci, stampe inkjet A4)
Produzione video a cura di Theslowbreakfast.
È stato presentato:
Urban Center + Piazza Re Enzo, 28 maggio 2009 – Festival Iceberg 09, Bologna.
Cassero (esterno), 29-31 gennaio 2010, Arte Fiera OFF, Bologna.

Si-cura nel parco

domenica, luglio 18th, 2010

SI-CURA NEL PARCO
CONTRASTO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE E PUBLIC ART IN AREE VERDI DEL QUARTIERE SAVENA
A cura di Mili Romano
Interventi artistici di Anna Ferraro e Sabrina Torelli
In collaborazione con NEONcampobase

Questo progetto ha avuto inizio in febbraio da un incontro tra l’Associazione di donne “Armonie” e un particolare metodo di azione dell’arte nella città inteso come stimolo continuo ad un diverso modo di leggere, vivere, riscoprire gli spazi esterni della quotidianità, sollecitandone una trasformazione.
Dalla relazione con le donne di  “Armonie” e con un pubblico di generi, generazioni e provenienze diversi che nel quartiere abita, lavora, studia, si è cercato di promuovere e consolidare, attraverso una partecipazione che fosse anche pratica attiva di progettazione artistica quando possibile condivisa, una cultura rispettosa delle differenze di genere, capace di contrastare le tante forme di violenza che colpiscono in particolare le donne.
E con l’augurio che queste azioni siano solo l’inizio di un processo di “cura” attraverso l’arte, della città, perché i luoghi possano davvero essere sentiti come propri e le relazioni che in essi iniziano a mettersi in atto producano socialità, solidarietà e responsabilità.

Anna Ferraro,  ha realizzato una segnaletica  stradale di genere che attraversa e unisce le tre aree di  Viale Lincoln, Via Barbacci e il Parco Vittime della Uno bianca,  e Gender gym un “Percorso Cultura” che, come doppio speculare ironico e tagliente e nella prospettiva di genere,  rappresenta il rovesciamento di quei “Percorsi vita” presenti spesso nei parchi e tutti indirizzati ad un  potenziamento della sola “fisicità” maschile. Con un altro progetto pensato dall’artista assecondando desideri e suggerimenti, un certo numero ( che ci auguriamo sempre crescente) di esercizi commerciali della zona si costituirà in rete di “spazi di attenzione” per donne che dovessero trovarsi in pericolo. A contrassegnare questi negozi  sarà l’ adesivo “Non sei sola” che campeggerà sulla vetrina.

Sabrina Torelli,  rispondendo ad un esplicito desiderio di “Armonie” di avere un’installazione che fosse un omaggio alla Dea Madre, è andata all’incontro con il luogo cercando di farne affiorare l’energia e lo spirito. Con i tempi lenti di antichi rituali, la sua installazione Alla Madre Terra, cerchio di protezione realizzato con cinque grandi pietre provenienti da una cava del lungosavena che l’artista ha inciso con segni  archetipici vuole essere un invito a riscoprire un’area del giardino di Via Lenin, là dove vi era la vecchia sede dell’associazione,  rivivendola come spazio di nuova cura verso la natura, pausa per il pensiero e per il corpo, spazio di rituale sacralità originaria e promessa di rispetto verso la terra.

A MP5 si deve l’immagine di copertina che è diventata il logo del progetto, una donna in azione e che  invita ad un lavoro comune per cancellare l’indifferenza, il disagio e la paura.


Promosso dall’Associazione Armonie
Con il contributo della Fondazione del Monte
Con il patrocinio del Quartiere Savena
Con la collaborazione della Cooperativa sociale “Verso casa”

Accademia in stazione

domenica, luglio 18th, 2010

Dal 1997 al 2005 all’interno delle annuali celebrazioni “Per non dimenticare”, organizzate e sostenute dall’Associazione dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto 1980, negli spazi della stazione ferroviaria di Bologna si è tenuta la manifestazione di Public Art “Accademia in stazione” per la quale giovani artisti allievi dell’Accademia di Belle Arti  sono stati invitati, dai curatori Mili Romano e Roberto Daolio, a realizzare interventi artistici  in situ che, invadendo tutti gli spazi, dalle sale d’attesa alle biglietterie alle pensiline ai sottopassaggi ai treni, sollecitando una comunicazione viva e “affettuosa” con il pubblico distratto e frettoloso, lavorando sulle peculiarità antropologiche e culturali del luogo, sollecitassero la memoria  con tocchi lievi e con la forza della vita, della sorpresa, della ricerca e dell’innovazione.
Fra le funzioni primarie della Public Art, che agli spazi metropolitani si rapporta come a qualcosa di dinamico e in continuo divenire, vi è quella di rendere l’altro, casuale passante-fruitore-utente-viaggiatore o osservatore intenzionale, parte integrante di un dialogo aperto con gli interventi artistici, tutti progettati a partire dal contesto. Per anni così la stazione si trasformava temporaneamente in un laboratorio di ricerca, sperimentazione e progettazione artistica.
Fra gli artisti che nel corso degli anni hanno partecipato: Paolo Bertocchi, Paolo Chiasera,  Michael Fliri,  Marina Fulgeri, Andrea Nacciarriti, Elisa Laraia,  Sissi.



Per saperne di più visita il sito ufficiale

Gender Gym (Si-cura nel parco, Anna Ferraro)

giovedì, luglio 8th, 2010
04 A.Ferraro Si cura nel parco Gender Gym (Si cura nel parco, Anna Ferraro)

Si-cura nel parco (Anna Ferraro)


“Si-cura nel parco” è un progetto di Public art, curato nel 2009 da Mili Romano per “Armonie” , associazione di donne molto attiva nel quartiere Savena e in città . Suo obiettivo è stato di sollecitare una riflessione/azione sulla sicurezza delle donne nella città.
Nella collaborazione con le socie dell’associazione  e dalla relazione con gli abitanti e con alcune  scuole del quartiere le artiste Anna Ferraro e Sabrina Torelli hanno progettato le loro opere.

Anna Ferraro,  in particolare, ha realizzato una segnaletica  stradale di genere che attraversa e unisce le tre aree di  Viale Lincoln, Via Barbacci e il Parco Vittime della Uno bianca,  e Gender gym un “Percorso Cultura” che, come doppio speculare ironico e tagliente e nella prospettiva di genere,  rappresenta il rovesciamento di quei “Percorsi vita” presenti spesso nei parchi e tutti indirizzati ad un  potenziamento della sola “fisicità” maschile. Con un altro progetto pensato dall’artista assecondando desideri e suggerimenti, un certo numero ( che ci auguriamo sempre crescente) di esercizi commerciali della zona si costituirà in rete di “spazi di attenzione” per donne che dovessero trovarsi in pericolo. A contrassegnare questi negozi  sarà l’ adesivo “Non sei sola” che campeggerà sulla vetrina.

Canale di Reno (Antonio Basoli)

lunedì, marzo 1st, 2010

Basoli canale di Reno Bologna 380x282 custom Canale di Reno (Antonio Basoli)

Il canale di Reno visto dall’odierna via Marconi in un dipinto di Antonio Basoli della prima metà dell’Ottocento.