Monumento davanti alle scuole Marsili…
lunedì, marzo 12th, 2012Sapevo che era un monumento storico, ma non mi ero mai fermato ad
osservarlo e non sapevo a chi fosse riferito. Ora che so cosa è mi fermerò più
spesso a guardare i caduti di guerra.
Sapevo che era un monumento storico, ma non mi ero mai fermato ad
osservarlo e non sapevo a chi fosse riferito. Ora che so cosa è mi fermerò più
spesso a guardare i caduti di guerra.
Sono passata tante volte davanti a quel monumento ma non mi ero mai accorto della sua importanza . Solo ieri grazie a un compito di storia ho capito di cosa parlava e ho scoperto che la Germania era stata finalmente sconfitta e il nazismo era ormai finito
Io abito nei paraggi e sono andato a scuola davanti a questo monumento, alle Marsili
In realtà però non ho mai letto attentamente i nomi delle persone a cui è dedicato questo monumento. Da più piccolo mi bastava sapere che era un monumento ai caduti ma ho imparato, quando ho fatto la ricerca per la scuola, i nomi di alcuni partigiani caduti tra il 1943 e il 1945.
Davanti a questo monumento ci sono passato moltissime volte senza sapere cosa significasse e che informazioni ci fossero.Finalmente ho scoperto che ci sono informazioni sulla seconda guerra mondiale.
Al secondo anno di Università dovevamo spostarci di continuo tra viale Berti e Palazzo Hercolani. Tutti a piedi o con la circolare. Io non sapevo resistere a quelle bici dell’Atc, così mi sono informato e ho preso una chiave. Da quel giorno ho preso la “mia” bici, la mitica 2875, tutti i santi giorni che dio ha mandato in terra, con 40 gradi e con la neve (sopratutto con la neve perchè vuoi mettere la competitività con gli autobus?). Gli ho voluto un bene a quella bici! Sempre pulita, sella a posto, al minimo problema contattavo per mail l’Urp. Poi mi sono laureato e poco tempo fa ero curioso di sapere se c’erano eredi per quel gran ferro. Delle 4 bici solo una è decente adesso: tutte piegate, devastate, vandalizzate di proposito, non è normale usura. Figli di puttana che rovinano le cose belle della collettività. Erano le più nuove e comode di tutte