Un pomeriggio al Centro Diurno
- Autore: asfalto
- Luogo: via del porto, 15/c Bologna
Un pomeriggio al Centro diurno Metropolitano di via del Porto.
Il Centro accoglie persone senza dimora, dai 18 ai 65 anni, è ad accesso libero e distribuisce pasti a chi ha un invio da parte dei servizi sociali territoriali.
In un caldissimo pomeriggio di luglio mi trovo nello stanzone quasi vuoto del Centro diurno di via del Porto. Quasi vuoto sì: perchè anche le persone senza dimora non sono deficenti e in luglio si spostano al mare, ai fiumi o nei parchi della città. La sala piena di tavoli e di sole che entra pesante dalle finestre. Si crea un interessante effetto serra che lascia sospese in aria particelle di polvere, fumo e bestemmie. La sala è quasi vuota, ma non del tutto: due persone stanno appese lì fra tavoli e seggiole: Salvatore e Linda. Distanti neanche tre metri, ma lontani chilometri nel tempo, su due mondi paralleli.
Mi siedo fra di loro e presto mi rendo conto che anch’io sono su un altro mondo ancora. Salvatore ha un look alla Mad Max. stava già parlando da solo prima che arrivassi..la mia presenza non lo disturba e continua, con voce baritonale, sembra un attore trendy che interpreta un homeless (trendy). Linda ha la testa fra le mani, curva sulle ginocchia. Cerco di capire se è infastidita dal fiume di parole di Salvatore, ma non è così: le danno fastidio il traffico di pensieri e le voci rimaste, chissà come, nella sua testa. I pensieri suoi, quelli degli altri in cucina, i miei pensieri. Nei pochi momenti che Linda alza la testa e cerca di spiegarmi queste cose capisco tre cose: Linda è inequivocabilmente veneta, molto giovane e certamente carina.
Linda assomiglia ad una Milla Jovovich cyber-punk e un po’ punkabestia. Con i capelli biondissimi e lo sguardo impaurito. Chissà da quante urla è stata cacciata via, chissà quante botte, quanti insulti. Già perchè Linda ha certamente un disturbo mentale ora, in questo mondo, in questo presente. Avrebbe bisogno forse dell’abbraccio di un amore, di un famigliare, o forse di un istituto psichiatrico. Invece è in strada e non tutti qui hanno voglia di sentir parlare di voci nella testa e nemmeno di essere maltrattate: sì perchè Linda è anche aggressiva: spesso fa’ casino, urla, si traveste da maschio, fa cadere i pasti degli ospiti del Diurno, si irrigidisce e trema come un gatto davanti ad un cane. Altre volte piega la testa e rimane immobile come una radice secca, ma con tutta una catena di esplosioni dentro…e fanno paura perchè capisci che le trattiene a fatica.
Ed io? Me ne sto lì scagliato lontano. In una zona di confine fra un fiume di parole senza senso e un silenzio denso.
Massimiliano Salvatori


















