Una sera alla Certosa
- Autore: admin
- Luogo: via de musei 8
Sono alla Certosa ed è notte. Non è ancora freddo; il cielo è terso, ci sono candele in terra che illuminano gli alteri monumenti; ombre meste.
Mi muovo timidamente e in fretta. Sto calpestando inevitabilmente le tombe; marmo, portici, antichi chiostri, il Pantheon.
Mi allontano dal gruppo e da sola , prima che inizi il concerto “Le ceneri di Gramsci”, mi infilo in un labirinto. Mi sento in pace, devo cogliere in fretta tutta la dolcezza di questo luogo.
Poi la musica inizia a veleggiare; le donne del coro vestite di nero avanzano fra le colonne della sala del Colombario e le voci si spandono ovunque.
Sento la voce di Pasolini…. le sue poesie… Cosa ti hanno fatto? In quanti hanno offeso la tua anima?
L’odore acre di una candela mi raggiunge a sinistra e mi distoglie dall’incanto del momento.
Mi giro più volte fissando la candela e mi accorgo del viso di una ragazza vestita di bianco che mi fissa, e di un libro aperto sul pavimento.
In quel punto il buio mi impedisce di leggere il testo inciso sulle pagine di marmo e devo fissare a lungo finché gli occhi rintracciano le parole:
“Dorme, non destatela, d’un sogno dorato insegue le orme, non destatela, dorme”.
Avevi 20 anni nel 1944. Cosa ti hanno fatto? Chi ha interrotto i tuoi sogni?
Le voci si fanno più solenni, le figure nere si spostano in una scenografia che incute timore.
Mia dolce vicina, la musica può oltrepassare il tempo e la morte; la stai ascoltando anche tu?
Paola Rocca, ottobre 2009


















