Questo sito è un geoblog multiutente aperto. Sei invitato a partecipare. E' un invito al gioco, estetico ed emotivo. Un invito al racconto. A condividere parole, immagini e suoni, legati a un luogo di Bologna, un vicolo, un ponte, una piazza, un canale, un edificio...Qualunque luogo susciti una tua emozione. Dai nostri racconti, pensieri, proposte, ricordi, vedremo svilupparsi altre mappe, altre città. Accanto alla Bologna reale, crescerà una Bologna vissuta e raccontata, ricordata e sognata.
credo che l’arte sia libertà e nessuno la possa cambiare,
il problema in questa città è per l’artista , potersi esprimere e proporre diventa un concetto “fragile”; riuscire a studiare, allenarsi o esercitarsi prevede prezzi non facilmente raggiungibili da chi vive l’arte quotidianamente.
nella bologna underground e in alcune realtà libere da vincoli burocratici si era riusciti a ritagliare spazio e tempo per TUTTI, perchè in questi luoghi il business artistico è svalutato e di poco interesse,
la creatività, invece, diventa il filo conduttore e una forma di relazione sociale.
a bologna rimane 1 posto solamente dove spazio e tempo sono ancora liberi, come l’arte…chissà quanto tempo ci vorrà per chiuderlo…
senza contare l’approccio aperto che si aveva all’arte, al poter vedere un concerto, una mostra, un film, una presentazione di un libro, uno spettacolo teatrale a costi minimi o addirittura gratuiti.
credo bisognerebbe porsi il problema di dove vanno ora queste persone, semprechè non rimangano chiuse in casa autoghettizzandosi davanti al tubo cadodico.
non voglio esprimere nessun giudizio, ma portare una critica costruttiva e magari un dialogo.
Lascia un commento
Devi aver effettuato l'accesso per lasciare un commento.
novembre 19th, 2008 at 01:44
e l’arte era più democratica…
marzo 23rd, 2009 at 01:01
credo che l’arte sia libertà e nessuno la possa cambiare,
il problema in questa città è per l’artista , potersi esprimere e proporre diventa un concetto “fragile”; riuscire a studiare, allenarsi o esercitarsi prevede prezzi non facilmente raggiungibili da chi vive l’arte quotidianamente.
nella bologna underground e in alcune realtà libere da vincoli burocratici si era riusciti a ritagliare spazio e tempo per TUTTI, perchè in questi luoghi il business artistico è svalutato e di poco interesse,
la creatività, invece, diventa il filo conduttore e una forma di relazione sociale.
a bologna rimane 1 posto solamente dove spazio e tempo sono ancora liberi, come l’arte…chissà quanto tempo ci vorrà per chiuderlo…
senza contare l’approccio aperto che si aveva all’arte, al poter vedere un concerto, una mostra, un film, una presentazione di un libro, uno spettacolo teatrale a costi minimi o addirittura gratuiti.
credo bisognerebbe porsi il problema di dove vanno ora queste persone, semprechè non rimangano chiuse in casa autoghettizzandosi davanti al tubo cadodico.
non voglio esprimere nessun giudizio, ma portare una critica costruttiva e magari un dialogo.