La città dell’arte pubblica

L’arte pubblica, nel suo più profondo significato di Public Art secondo le pratiche che si sono gradualmente consolidate dai primi anni ’90 prima nei paesi di area anglosassone e gradualmente in tutta Europa, è considerata non più soltanto monumento o decorazione negli spazi pubblici, ma importante momento di relazione con il contesto. Gli artisti hanno cominciato a porsi come stimolo e filo di connessione fra amministrazioni pubbliche e molteplici soggettività sul territorio, contribuendo a far emergere necessità primarie, desideri, funzionalità. Nell’intervento artistico così inteso il pubblico non ha più soltanto un ruolo da spettatore, ma diventa “portatore di senso” e la sua azione e presenza diventano fondamentali per il divenire dell’opera, come fondamentale importanza acquistano il contesto, la storia del territorio e dello spazio nel quale si interviene. L’arte ha cominciato anche ad essere sempre più un possibile catalizzatore di nuove energie e sensibilità, un dinamico strumento di indagine antropologico-sociale per una conoscenza più profonda del territorio e dei suoi problemi, e può rafforzare l’identità collettiva e del luogo. Lo sguardo dell’artista si concretizza così in interventi site-specific, o ancor meglio contest-specific progettati per quel luogo e non altro, non dogmatici né preconfezionati e autoreferenziali, ma il più possibile aperti e in divenire, che possono prevedere l’uso dei linguaggi più diversi (dal video alla fotografia, dalle azioni performative alle installazioni, al progetto che dialoghi con l’architettura o ridisegni spazi di verde pubblico eccetera). Così intesa l’esperienza artistica diventa uno strumento di “trasformazione”, aiuta non solo a “parlare di” ma a “parlare con” un territorio e la sua gente.


















