Post con tag ‘Blog Asfalto’

Stefano

lunedì, novembre 14th, 2011

Video-interviste e raccolta di storie di vita condotte tra il 2009 e il 2010 a senza fissa dimora che hanno partecipato, usufruendo di una borsa lavoro, al Progetto Laboratorio Informatico “Asfalto” all’interno del Progetto “Lavoratori di strada” – Progetto “Mappe Urbane”. Oggetto della ricerca il rapporto che si instaura, per motivazioni legate principalmente al lavoro, tra questi attori sociali e la città. 

0 Stefano

Piazza dell’Unità
Muovendomi in bicicletta gli scenari li posso scegliere ma a me piace la prima periferia, Bolognina, perché è più tranquilla. Il centro storico è troppo tranquillo, è una cosa che non amo.

Via de’ Carracci
Uno immagina che i dormitori come il Carracci siano i più tranquilli del mondo, in verità non è così, alle volte è meglio stare per strada. Il dormitorio è un luogo di transito, purtroppo, non è un luogo dove dormire perché l’atto del sono deve avvenire quando tu sei tranquillo, mentre il dormitorio è il crocevia di tutte le miserie, è il luogo più duro dove sono mai stato.

Via del Porto
Per me via del Porto significa utilizzare internet, lavorare alla redazione, al laboratorio informatico. Così creo la mia rete di amicizie, costruisco amici e mi relaziono. Per me via del Porto è una casa, perché là ho creato rapporti forti e autentici.

Parco del Paleotto
Il Parco del Paleotto è stata la mia casa per quattro mesi ed è molto famigliare per me. Là anche ho costruito delle relazioni, ho avuto possibilità di incontro. Così è una casa, d’altronde.

Via del Lazzaretto
Anche nella Casa occupata del Lazzaretto ho avuto amici e per me è stata una casa perché c’erano tante persone che ho conosciuto. Questi sono spazi liberi che fanno casa.

 

Claudio

lunedì, novembre 14th, 2011

Video-interviste e raccolta di storie di vita condotte tra il 2009 e il 2010 a senza fissa dimora che hanno partecipato, usufruendo di una borsa lavoro, al Progetto Laboratorio Informatico “Asfalto” all’interno del Progetto “Lavoratori di strada” – Progetto “Mappe Urbane”. Oggetto della ricerca il rapporto che si instaura, per motivazioni legate principalmente al lavoro, tra questi attori sociali e la città. 

0 Claudio

Via del Porto
Via del Porto per me rappresenta il passato, è come tornare al passato, i problemi che avevo come senza fissa dimora. Ora quando ci vado, ci vado per la borsa lavoro al Laboratorio informatico. Per me stare là vuol dire che devo ripartire. Via del Porto è una ripartenza, come dire si ricomincia da capo. E’ una zona pericolosa per uno come me, perché posso sempre incontrare persone che mi riportano sulla vecchia strada. Però adesso là imparo ad usare il computer che mi serve per cercare lavoro.

Piazza Verdi
Il centro storico a Bologna è degrado. Non perché il centro storico è brutto, ma perché è il luogo della guerra tra poveri. Prima la guerra tra poveri era in periferia, al Pilastro, ora è là, questo dice che allora Piazza Verdi è il posto più degradato. Uno che sta in mezzo alla strada, che ha avuto la scuola del Pilastro per crescere, capisce quanto è pericoloso il centro storico, che prima era uno dei più tranquilli d’Italia, forse non il più tranquillo ma quasi.

Via Sabatucci
La mia casa spesso è stata il Centri diurno di via Sabatucci che voleva dire andare a dormire e stare almeno per qualche minuto tranquillo. Non dico la pace, ma almeno non la morte.

 



Costi

lunedì, novembre 14th, 2011

Video-interviste e raccolta di storie di vita condotte tra il 2009 e il 2010 a senza fissa dimora che hanno partecipato, usufruendo di una borsa lavoro, al Progetto Laboratorio Informatico “Asfalto” all’interno del Progetto “Lavoratori di strada” – Progetto “Mappe Urbane”. Oggetto della ricerca il rapporto che si instaura, per motivazioni legate principalmente al lavoro, tra questi attori sociali e la città. 

0 Costi

Via de’ Carracci
Per me il Dormitorio è solo il momento dove dormo. Io non ho casa, quando sono dovuto andare via la casa mia è stata quella, è quella. Lo Zaccarelli è il posto dove vivo, anche se non c’è molto di mio, non c’è nulla di mio. Perché non so quanto tempo ci starò, che ne so? La cosa peggiore è che non è possibile riposarci là e non c’è libertà il sabato e domenica. La cosa buona è che almeno puoi lavarti, qualche ora dormi. Io alla fine sono legato a quella parte là, a dietro la stazione, perché sono zone tranquille.

Via del Porto
Per me la casa per tanto tempo è stata via del Porto. In quel posto là alcuni mi hanno aiutato, la mia rinascita è stata là dentro. Per questo per me via del Porto è il posto più accogliente della città.

Giardini Margherita
Per me uno spazio di tutti, anche per quelli come me, sono i Giardini Margherita. Io passo là delle ore per rilassarmi un po’, per incontrare qualcuno senza vergognarmi che non ho casa.

Sala Borsa
Un altro posto che per me è tranquillo è la Sala Borsa perché là posso fare tutto, la gente è tranquilla, puoi anche non spendere soldi. E’ come andare in una casa che non è tua però è anche tua.

 

 

Matteo

lunedì, novembre 14th, 2011

Video-interviste e raccolta di storie di vita condotte tra il 2009 e il 2010 a senza fissa dimora che hanno partecipato, usufruendo di una borsa lavoro, al Progetto Laboratorio Informatico “Asfalto” all’interno del Progetto “Lavoratori di strada” – Progetto “Mappe Urbane”. Oggetto della ricerca il rapporto che si instaura, per motivazioni legate principalmente al lavoro, tra questi attori sociali e la città. 

0 Matteo

Via del Porto
Io passo grande parte del tempo in via del Porto, dove lavoro al laboratorio informatico, come borsa lavoro. Io senza via del Porto sarei morto, perché ci vado quattro volte alla settimana.

Via del Gomito
Io mi sento a casa al Gomito, al dormitorio, dove sto da due mesi. Le persone mi vogliono bene, ho il mio letto, un armadietto. Mi sento bene là, poi certo, là c’è il bene ma c’è anche il male. Adesso ho anche un piccolo spazio per me in un piccolo armadio. E’ un posto isolato, una zona dove non c’è nulla ma per il resto è la mia casa.

Parco Nord-via Stalingrado
A me piace la parte del Parco Nord, dove ho anche lavorato in una ditta agricola, per il prezzemolo. Là mi piace il Parco Nord, perché poi io sono ferrarese e mi sento vicino a casa al Parco Nord. Certo c’è il carcere della Dozza là, brutti ricordi, però c’è anche il dormitorio, che vuol dire arrivare a casa a via del Gomito.

Stazione
Per me il degrado a Bologna è la stazione, la via davanti la stazione, ma soprattutto le persone che dormono alla stazione. La stazione è il peggiore dei posti di Bologna, è un posto brutto da tantoi tanto tempo e così sarà.

Michel

lunedì, novembre 14th, 2011

Video-interviste e raccolta di storie di vita condotte tra il 2009 e il 2010 a senza fissa dimora che hanno partecipato, usufruendo di una borsa lavoro, al Progetto Laboratorio Informatico “Asfalto” all’interno del Progetto “Lavoratori di strada” – Progetto “Mappe Urbane”. Oggetto della ricerca il rapporto che si instaura, per motivazioni legate principalmente al lavoro, tra questi attori sociali e la città. 

0 Michel

Stazione
La stazione, dietro la stazione, è degrado, è in mano agli spacciatori, è così. Là c’è pure un giardino bellissimo dietro la stazione, quello della formica, ma la zona stazione rimane difficile. Quello si è degrado, perché via Venti Settembre e quella parte là, ma anche dietro, è pauroso quello che succede.

Piazza Verdi
Nonostante il centro di Bologna dicono che sia osservato dalle telecamere, 360 gradi, e tutto, per me Piazza Verdi non è un posto sicuro. Io continuo ad avere paura ad andare là perché è cambiata da quando mi ci andavo a fare.

Via Mazzini
A me piace il mio quartiere, Mazzini. C’è molto verde, ci sono molte cose, ci sono molti posti, c’è gente più normale, è rimasto bolognese, non co some dire. Corticella è in mano ai cinesi, la Bolognina in mano ai marocchini, insomma si resiste a Mazzini, se no ci sono etnie che hanno preso possesso di Bologna.