Post con tag ‘lavoratori di strada’

la gente tende a chiudersi nel suo benessere

mercoledì, novembre 30th, 2011

Quando vedo la gente per strada, non gli studenti che sono in una Bologna a parte, vedo che c’è sempre maggiore chiusura, soprattutto quando sto con il mio banco a via Indipendenza. La gente tende a chiudersi nel suo benessere, a preservare il suo status, quindi guardando con sospetto secondo loro chi può disturbare quel benessere. A via Indipendenza io non ci sto bene per questo, perché senti questa mentalità. Il vigile che viene per cacciarti è sempre chiamato dal negoziante o da cittadini che vogliono fare pulizia. Ma forse è una tendenza nazionale. A noi iniziano a vederci come stranieri, prima non era così.

(Artigiana Ambulante italiana di 20 anni)

 

Interviste e raccolta di storie di vita condotte tra il 2009 e il 2010 a “lavoratori di strada” che vivono a Bologna all’interno del Progetto “Lavoratori di strada” dell’Associazione Mappe Urbane. Oggetto della ricerca il rapporto che si instaura, per motivazioni legate principalmente al lavoro, tra questi attori sociali e la città. Le interviste prodotte sono comunque testimonianza di categorie di lavoratori che, oltre ad attraversare Bologna con percorsi differenti, eleggono a luogo di lavoro vie e piazze sulla base della possibilità di vendere i loro prodotti e della propria geografia emotiva; in questi luoghi spesso producono reti di relazioni e di socialità “di strada”.

“gli sfrattati di via Indipendenza”

mercoledì, novembre 30th, 2011

Io sono quattordici anni che sono qua, sono arrivato nel ‘96. E il posto dove metto il mio banco da due anni, perché ognuno di noi ha un posto fisso è via Indipendenza 32, di fronte al negozio di scarpe. A me piace tantissimo via Indipendenza, perché passano tutti, passano i soldi, ogni persona è un soldo a via Indipendenza. Però è un continuo di vigili che ti fermano e devi andare via. Noi ambulanti siamo chiamati come “gli sfrattati di via Indipendenza” perché tutti ci conoscono.

(Ambulante del centro storico, 30 anni italiano)

 

Interviste e raccolta di storie di vita condotte tra il 2009 e il 2010 a “lavoratori di strada” che vivono a Bologna all’interno del Progetto “Lavoratori di strada” dell’Associazione Mappe Urbane. Oggetto della ricerca il rapporto che si instaura, per motivazioni legate principalmente al lavoro, tra questi attori sociali e la città. Le interviste prodotte sono comunque testimonianza di categorie di lavoratori che, oltre ad attraversare Bologna con percorsi differenti, eleggono a luogo di lavoro vie e piazze sulla base della possibilità di vendere i loro prodotti e della propria geografia emotiva; in questi luoghi spesso producono reti di relazioni e di socialità “di strada”.

vendo il giornale per tutte le strade di Bologna

mercoledì, novembre 30th, 2011

Sono arrivato a Bologna nel 2002 e all’inizio ho fatto il muratore. Sempre a lavorare qualche mese nei cantieri e poi un po’ a casa, e poi cantiere, sempre a nero. Ho fatto anche il giardiniere, sempre tutti i giorni per qualche mese, poi a casa. Poi ho visto «Piazza Grande» e ho cominciato a vendere il giornale. Perché chi mi chiama per lavorare io vado. Quando non c’è lavoro io vendo «Piazza Grande». In Romania invece io ho lavorato sempre in campagna, con le mucche.  Io non ho mai avuto un contratto a Bologna e più o meno ho sempre guadagnato cinquanta euro al giorno dalle sette di mattina alle cinque di pomeriggio, dieci ore. Ora sono sei anni che vendo «Piazza Grande» e fai trecento euro al mese, e quando ci sono le feste di Natale fai anche di più. Tutti i giorni vendo il giornale per tutte le strade di Bologna. Ora lo fa anche mia moglie, che partiamo la mattina, mangiamo in un bar che costa poco a cinque euro mangiamo tutti e due, e poi alle tre ricominciamo a vendere. Io e lei adesso lavoriamo in via Indipendenza che è una zona che mi piace.

(Diffusore «Piazza Grande», 30 anni di origine romena)

 

Interviste e raccolta di storie di vita condotte tra il 2009 e il 2010 a “lavoratori di strada” che vivono a Bologna all’interno del Progetto “Lavoratori di strada” dell’Associazione Mappe Urbane. Oggetto della ricerca il rapporto che si instaura, per motivazioni legate principalmente al lavoro, tra questi attori sociali e la città. Le interviste prodotte sono comunque testimonianza di categorie di lavoratori che, oltre ad attraversare Bologna con percorsi differenti, eleggono a luogo di lavoro vie e piazze sulla base della possibilità di vendere i loro prodotti e della propria geografia emotiva; in questi luoghi spesso producono reti di relazioni e di socialità “di strada”.

ci sono anche i venditori che fanno i furbi

mercoledì, novembre 30th, 2011

Se ti comporti meglio è meglio per me, per vendere. Perché alla fine ci stanno le persone che lo comprano ogni mese «Piazza Grande» perché tu li hai trattati bene. Ci sono invece i venditori che fanno i furbi, che dicono tutte cose belle ma sotto ti dicono le parolacce. E poi ci sono anche quelli che non hanno «Piazza Grande» da vendere, ma un altro giornale finto, oppure copie vecchie; poi ti rubano il portafoglio con la scusa del giornale da vendere. Un sacco di volte questo l’ho visto con i venditori di Piazza San Francesco.

(Diffusore «Piazza Grande», 30 anni di origine romena)

 

Interviste e raccolta di storie di vita condotte tra il 2009 e il 2010 a “lavoratori di strada” che vivono a Bologna all’interno del Progetto “Lavoratori di strada” dell’Associazione Mappe Urbane. Oggetto della ricerca il rapporto che si instaura, per motivazioni legate principalmente al lavoro, tra questi attori sociali e la città. Le interviste prodotte sono comunque testimonianza di categorie di lavoratori che, oltre ad attraversare Bologna con percorsi differenti, eleggono a luogo di lavoro vie e piazze sulla base della possibilità di vendere i loro prodotti e della propria geografia emotiva; in questi luoghi spesso producono reti di relazioni e di socialità “di strada”.

 

 

ho conosciuto la città portando le pizze

mercoledì, novembre 30th, 2011

Sono arrivato a Bologna che avevo 17 anni dal Bangladesh. Da cinque anni, poi, faccio pizze e poi le portiamo in città. Non sapevo nemmeno della pizza a casa prima di partire. Io ho lavorato in tutte le zone di Bologna. Ci ho messo una settimana per imparare tutte le vie. Portavo con me lo stradario e ho imparato tutte i nomi delle vie di Bologna, che la conosco tutta la città e se uno mi chiede come fare per andare là io so sempre cosa rispondere, meglio di un bolognese, molto meglio. Io ho conosciuto la città facendo questo lavoro, perché portare le pizze è stato il mio primo lavoro. Ho imparato anche la lingua. Adesso mi nuovo per esempio a Santo Stefano come se fosse mia. Il problema è che devo far campare due figlie, una ancora in Bangladesh, mia moglie, e lo stipendio copre l’affitto a malapena. Però a me la città piace.  

(Pizzaiolo, venti anni di origine bengalese)

 

Interviste e raccolta di storie di vita condotte tra il 2009 e il 2010 a “lavoratori di strada” che vivono a Bologna all’interno del Progetto “Lavoratori di strada” dell’Associazione Mappe Urbane. Oggetto della ricerca il rapporto che si instaura, per motivazioni legate principalmente al lavoro, tra questi attori sociali e la città. Le interviste prodotte sono comunque testimonianza di categorie di lavoratori che, oltre ad attraversare Bologna con percorsi differenti, eleggono a luogo di lavoro vie e piazze sulla base della possibilità di vendere i loro prodotti e della propria geografia emotiva; in questi luoghi spesso producono reti di relazioni e di socialità “di strada”.