Le fucilazioni sui calanchi di Sabbiuno – 14 e 23 dicembre 1944
venerdì, dicembre 2nd, 2011Tra il 5 ed il 7 dicembre 1944 le autorità nazifasciste operano due estesi rastrellamenti nella zona di Anzola e di Amola (S. Giovanni in Persiceto): numerosi partigiani e supposti favoreggiatori fermati sono condotti in città, interrogati nella sede del comando tedesco di via de Chiari, quindi incarcerati a San Giovanni in Monte. Parte di questi rastrellati, insieme ad altri elementi partigiani detenuti della 7^GAP (come “Tempesta” e “Temporale”) e di altre brigate partigiane operanti nella provincia di Bologna, la mattina del 14 dicembre 1944 sono prelevati da un ufficiale delle SS tedesche – così come riportato dal registro del carcere – e condotti fuori porta San Mammolo. Percorrono 8 chilometri inerpicandosi sulle colline a sud della città fino a raggiungere i calanchi di Sabbiuno di Paderno: una località pressoché disabitata in quanto limitrofa al fronte di guerra, caratterizzata da un ripido crinale argilloso di color grigio movimentato da spettacolari solchi e creste creati dallo scorrimento delle acque verso il piano. All’altezza di una piccola casa colonica i prigionieri – il cui numero resta imprecisato, ma fra i quali sono stati identificate 36 vittime – vengono schierati sull’orlo del calanco e uccisi a colpi di mitragliatrice. I corpi dei colpiti rotolano in basso lungo il declivio fino alle pendici del calanco e col tempo sono occultati dal friabile terreno e dalla neve. La medesima sorte tocca ad un altro gruppo di partigiani detenuti – dei quali sono identificati 22 nomi – prelevati invece dal carcere di San Giovanni in Monte la mattina del 23 dicembre 1944: anch’essi, condotti a Sabbiuno di Paderno attraverso Porta San Mammolo, sono fucilati sull’orlo del crinale.
Della prima fucilazione le autorità nazifasciste danno parziale notizia attraverso un manifesto diffuso a fine dicembre, che fornisce i nomi di 24 patrioti bolognesi giustiziati senza specificare il luogo dell’esecuzione; sulla seconda viene mantenuto, invece, il più assoluto silenzio. Solo nell’agosto 1945 al ritorno del partigiano Bruno Tura testimone della fucilazione del 14, arrestato e deportato in campo di concentramento subito dopo i fatti, inizia la dolorosa e complessa opera d’esumazione delle salme all’interno del calanco. Il numero e l’identità delle vittime sono solo in parte ricostruiti (58 nomi), grazie anche all’utilizzo dei registri del carcere e al ritrovamento di una lista in possesso del vicequestore Agostino Fortunati.
Nel 1973 sul luogo dell’eccidio è edificato un complesso monumentale a ricordo dei caduti: una suggestiva installazione simbolicamente dedicata ai 100 partigiani fucilati a Sabbiuno.
Bibliografia
Comune di Bologna, quartiere Colli (a cura di), Monumento ai 100 partigiani che furono fucilati a Sabbiuno nei giorni dal 14 al 23 dicembre 1944, Bologna 1973
Alberto Preti, Sabbiuno di Paderno: Dicembre 1944, Bologna 1994
In appendice:
- Riproduzione della lista del vicequestore Fortunati (47 nomi)
- Lista dei fucilati a Sabbiuno (58 nomi)
Sitografia
Alberto Preti, Sabbiuno di Paderno: Dicembre 1944, Bologna 1994 su Risorse digitali Istituto Parri
Scheda redatta da Nazario Sauro Onofri per il sito “Museo virtuale della Certosa”
Sito “Il Monumento di Monte Sabbiuno”
Cronologia Biblioteca Salaborsa
Sito INSMLI, banca dati Ultime lettere di condannati a morte e deportati della Resistenza italiana
Pierino Turrini “Ivan”, Sabbiuno di Paderno 23 dicembre 1944



















