Post con tag ‘“Piazza Grande”’

ho conosciuto tante persone vendendo “Piazza Grande”

giovedì, dicembre 1st, 2011

Anche quando vendevo «Piazza Grande» ai Tribunali alla fine ho conosciuto tante persone quando ero in casacca per vendere. Ci sono avvocati che si ricordano ancora oggi di me e mi fermo a parlare con loro quando gli do il giornale. Io poi le capisco le persone che mi daranno dei soldi, visto che l’offerta è libera. Alla fine le capisci le persone e anche gli avvocati a me piacciono quelli dei Tribunali. Io prima prendo il caffè, fumo la sigaretta e poi vado a vendere. Io vengo da via Casoni, prendo il 25 e vado in centro. Poi il caffè lo pago dopo che ho venduto i giornali e sono diventato amico di quello del bar.

(Diffusore «Piazza Grande», 30 anni di origine romena)

 

Interviste e raccolta di storie di vita condotte tra il 2009 e il 2010 a “lavoratori di strada” che vivono a Bologna all’interno del Progetto “Lavoratori di strada” dell’Associazione Mappe Urbane. Oggetto della ricerca il rapporto che si instaura, per motivazioni legate principalmente al lavoro, tra questi attori sociali e la città. Le interviste prodotte sono comunque testimonianza di categorie di lavoratori che, oltre ad attraversare Bologna con percorsi differenti, eleggono a luogo di lavoro vie e piazze sulla base della possibilità di vendere i loro prodotti e della propria geografia emotiva; in questi luoghi spesso producono reti di relazioni e di socialità “di strada”.

vendo il giornale per tutte le strade di Bologna

mercoledì, novembre 30th, 2011

Sono arrivato a Bologna nel 2002 e all’inizio ho fatto il muratore. Sempre a lavorare qualche mese nei cantieri e poi un po’ a casa, e poi cantiere, sempre a nero. Ho fatto anche il giardiniere, sempre tutti i giorni per qualche mese, poi a casa. Poi ho visto «Piazza Grande» e ho cominciato a vendere il giornale. Perché chi mi chiama per lavorare io vado. Quando non c’è lavoro io vendo «Piazza Grande». In Romania invece io ho lavorato sempre in campagna, con le mucche.  Io non ho mai avuto un contratto a Bologna e più o meno ho sempre guadagnato cinquanta euro al giorno dalle sette di mattina alle cinque di pomeriggio, dieci ore. Ora sono sei anni che vendo «Piazza Grande» e fai trecento euro al mese, e quando ci sono le feste di Natale fai anche di più. Tutti i giorni vendo il giornale per tutte le strade di Bologna. Ora lo fa anche mia moglie, che partiamo la mattina, mangiamo in un bar che costa poco a cinque euro mangiamo tutti e due, e poi alle tre ricominciamo a vendere. Io e lei adesso lavoriamo in via Indipendenza che è una zona che mi piace.

(Diffusore «Piazza Grande», 30 anni di origine romena)

 

Interviste e raccolta di storie di vita condotte tra il 2009 e il 2010 a “lavoratori di strada” che vivono a Bologna all’interno del Progetto “Lavoratori di strada” dell’Associazione Mappe Urbane. Oggetto della ricerca il rapporto che si instaura, per motivazioni legate principalmente al lavoro, tra questi attori sociali e la città. Le interviste prodotte sono comunque testimonianza di categorie di lavoratori che, oltre ad attraversare Bologna con percorsi differenti, eleggono a luogo di lavoro vie e piazze sulla base della possibilità di vendere i loro prodotti e della propria geografia emotiva; in questi luoghi spesso producono reti di relazioni e di socialità “di strada”.

ci sono anche i venditori che fanno i furbi

mercoledì, novembre 30th, 2011

Se ti comporti meglio è meglio per me, per vendere. Perché alla fine ci stanno le persone che lo comprano ogni mese «Piazza Grande» perché tu li hai trattati bene. Ci sono invece i venditori che fanno i furbi, che dicono tutte cose belle ma sotto ti dicono le parolacce. E poi ci sono anche quelli che non hanno «Piazza Grande» da vendere, ma un altro giornale finto, oppure copie vecchie; poi ti rubano il portafoglio con la scusa del giornale da vendere. Un sacco di volte questo l’ho visto con i venditori di Piazza San Francesco.

(Diffusore «Piazza Grande», 30 anni di origine romena)

 

Interviste e raccolta di storie di vita condotte tra il 2009 e il 2010 a “lavoratori di strada” che vivono a Bologna all’interno del Progetto “Lavoratori di strada” dell’Associazione Mappe Urbane. Oggetto della ricerca il rapporto che si instaura, per motivazioni legate principalmente al lavoro, tra questi attori sociali e la città. Le interviste prodotte sono comunque testimonianza di categorie di lavoratori che, oltre ad attraversare Bologna con percorsi differenti, eleggono a luogo di lavoro vie e piazze sulla base della possibilità di vendere i loro prodotti e della propria geografia emotiva; in questi luoghi spesso producono reti di relazioni e di socialità “di strada”.