Post con tag ‘Piazza Maggiore’

non vado in centro perché è sporco

mercoledì, novembre 30th, 2011

Adesso in centro non ci vado più, fino a sei anni fa ci andavo, ma adesso non ci vado più perché è sporco come Piazza Maggiore. Io me ne accorgo per il mio lavoro e ci rimango male allora di come è la piazza. Allora se pulisco la piazza con una divisa è una cosa e lo sporco lo devo pulire, ma se poi devo tornarci per tempo libero e mi accorgo di come si è sporcata ci rimango male. Allora preferisco veramente andare fuori, oppure andare direttamente sui colli.

(Operatore Manuntencoop, 40 anni di origine marocchina)

 

Interviste e raccolta di storie di vita condotte tra il 2009 e il 2010 a “lavoratori di strada” che vivono a Bologna all’interno del Progetto “Lavoratori di strada” dell’Associazione Mappe Urbane. Oggetto della ricerca il rapporto che si instaura, per motivazioni legate principalmente al lavoro, tra questi attori sociali e la città. Le interviste prodotte sono comunque testimonianza di categorie di lavoratori che, oltre ad attraversare Bologna con percorsi differenti, eleggono a luogo di lavoro vie e piazze sulla base della possibilità di vendere i loro prodotti e della propria geografia emotiva; in questi luoghi spesso producono reti di relazioni e di socialità “di strada”.

Piazza Maggiore con noi è più bella

mercoledì, novembre 30th, 2011

Per esempio io metto il banco anche a Piazza Maggiore quando c’è una festa e una manifestazione. La gente dice: “Che bello, magari ci fossero sempre i banchi e i mercatini”. Ma il Comune non ci aiuta, mentre noi abbelliamo il posto, e il turista non paga o va solo al chiuso. Piazza Maggiore con noi è più bella.

(Ambulante del centro storico, 30 anni italiano)

 

Interviste e raccolta di storie di vita condotte tra il 2009 e il 2010 a “lavoratori di strada” che vivono a Bologna all’interno del Progetto “Lavoratori di strada” dell’Associazione Mappe Urbane. Oggetto della ricerca il rapporto che si instaura, per motivazioni legate principalmente al lavoro, tra questi attori sociali e la città. Le interviste prodotte sono comunque testimonianza di categorie di lavoratori che, oltre ad attraversare Bologna con percorsi differenti, eleggono a luogo di lavoro vie e piazze sulla base della possibilità di vendere i loro prodotti e della propria geografia emotiva; in questi luoghi spesso producono reti di relazioni e di socialità “di strada”.

la Piazza

venerdì, aprile 10th, 2009

Arrivo presto la mattina a lavorare, 7,30 / 7.45. A piedi percorro via San Felice, via Ugo Bassi e arrivo in Piazza Maggiore. C’è silenzio, siamo in pochi, uomini e donne che ancora un po’ assonnati si ritrovano in un bar a bere un buon caffè. Parliamo piano, è presto è mattina. I pavimenti della mia Piazza sono puliti, qualcuno ha appena”passato lo straccio” e l’acqua ancora mista al sapone, scorre sotto al portico del Palazzo del Podestà per andarsi a buttare nei tombini e sparire in chissà quale canale sotteraneo. Per attraversare bisogna guardare bene per terra e dove si mettono i piedi per evitare che gli schizzi di sapone si appoggino sui pantaloni neri, ma una volta attraversato il fiume, è doveroso alzare gli occhi. E la sensazione che provo è quella di stringere in un forte abbraccio questa Piazza così bella, così luminosa, così unica, così generosa, così allegra, così materna e affettuosa nel sapere accogliere anche i momenti di dolore e non solo quelli di gioia.Tra poche ore la Piazza si riempirà di gente e sul crescentone compariranno i “cappanelli” che nonostante Internet e i social network resistono, il Gigante si metterà in posa pronto ad essere fotografato e le scale di San Petronio accoglieranno i ragazzini che hanno fatto fughino da scuola.