Post con tag ‘piazza verdi’
Piacevolmente spiazzati
giovedì, gennaio 7th, 2010Una volta arrivato dal paesello in Piazza Verdi c’era una possibilità di relazionarti con soggetti differenti da te che ti spiazzavano piacevolmente. […] Comunque non c’erano i vigili in piazza Verdi. Era un po’ una zona franca. Era una zona piena di socialità che in qualche modo per tanti anni è stata lasciata non toccata da quello che è il controllo militare in senso lato, cioè vigili urbani, comune… Era una zona viva giorno e notte, è stata storicamente una zona “alternativa” perché c’era l’università, un tempo che era fucina di tante cose.
Intervista a cura della redazione di percorsi-emotivi
Il salumiere era italiano
giovedì, gennaio 7th, 2010Tutte le strade di Bologna erano quartieri, erano paesini, ci si conosceva, mi ricordo. Il salumiere era italiano che dava la mortadella, e Tommassoni con gli strumenti musicali, Netto che era quello del bar Gipì adesso e il lattaio che era mio amico, il fruttivendolo e il macellaio, il falegname, l’altro falegname. Tutti i negozi e negozini, la stiratrice, le borse i cappelli se vedevi che uno aveva bisogno, ti facevi schemare per aiutarlo, poi non succedeva mai niente.
Intervista a cura della redazione di percorsi-emotivi
cotechino d’oro
giovedì, gennaio 7th, 2010E lì per me era casa e bottega perché nonostante avessi preso a cuore quel posto ci passavo anche le ore di libertà, quando avevo finito di lavorare rimanevo lì davo una mano, partecipavo alla vita della Piazza alla vita politica e non, le organizzazioni di eventi particolari come è stato il “Cotechino d’oro”. Bellissimo, è stato un periodo stupendo secondo me un periodo più bello della mia vita e secondo me il periodo più bello di Piazza Verdi.
Intervista a cura della redazione di percorsi-emotivi
“loro”…
giovedì, gennaio 7th, 2010Allora questi “loro” sono una comunità di barboni, che però sono facce note e arci note che vedo da venti anni e che ci abitano in Piazza Verdi e che poi di giorno si spostano. C’era Max che sta in via belle arti davanti la Conad, c’era quello di via del Borgo con la voce cattiva che è sempre incazzato, poi c’era Franco che è quello col cane e il carrello della spesa. Franco è arrivato anche a prendere l’elettricità comunale e a mettersi anche la televisione in piazza Verdi. C’era Joseph. Tutta una piccola comunità di barboni. E poi sono arrivati i punkabbestia, non che prima non ci fossero… c’erano dei proto punkabbestia. Io ho visto come una degenerazione dello stile di vita.
Intervista a cura della redazione di percorsi-emotivi



















