Post con tag ‘piazza verdi’

Prima del ’77

giovedì, gennaio 7th, 2010

Piazza Verdi prima del ’77, prima della seconda ondata di contestazione, era un salotto, era considerata una delle più belle piazze sicuramente di Bologna, forse d’Europa e del mondo, perché c’era grande tranquillità, c’era il Teatro comunale al massimo del suo splendore, c’era il Cantuzein, un ristorante molto conosciuto che si trovava dove adesso c’è il Piccolo. Se si paragona quello che era allora Bologna e la situazione di oggi, oggi per me è tutto negativo.(…) Però è vero anche che io in dieci anni di attività non ho mai avuto un problema, non mi hanno mai torto un capello, mentre il collega di fronte al Giovanni XXIII, verso San Lazzaro, ha già avuto cinque sei rapine. Quindi tutto sommato la zona è più tranquilla qui. Poi i fattacci quelli ci sono sempre. La zona è questa. Certo, il nostalgico come me, che pensa ai tempi prima del ’77, in cui la piazza era un salotto… c’era un grande flusso di residenti e non residenti e non solo di studenti. La gente veniva per il teatro e per il Cantuzein, questo famoso ristorante. Nel ’77, durante la contestazione, il Cantuzein fu saccheggiato. Le forme di Grana correvano per la piazza. Casse di vino pregiato rubate. Poi fu aperta e saccheggiata l’armeria in largo Respighi. Ne son successe. Poi erano gli anni di piombo, anni difficili. Però da lì tutte queste cose sono calate.

Intervista a cura della redazione di percorsi-emotivi

Un posto vivace

giovedì, gennaio 7th, 2010

Non ce ne andremmo mai. Ci piace molto qui. Anche proprio per la presenza degli studenti. Per me è bello conoscere quello che fanno e pensano le persone giovani. È un posto vivace. Certo bisogna avere un garage, una casa che dà sui cortili interni. Se puoi permetterti queste cose vivi bene. Altrimenti è un disastro.

Intervista a cura della redazione di percorsi-emotivi

bancomat con il credito illimitato (magari)

mercoledì, gennaio 6th, 2010

Nel territorio di piazza Verdi si crea un clima di solidarietà tra persone delle provenienze più diverse. Ci sono anche i figli della borghesia bolognese che magari si fanno il viaggio e li vediamo arrivare la sera con orecchini, capelli lunghi o rasta e i cani e magari hanno il bancomat con il credito illimitato. A piazza Verdi ci sono anche locali dove vanno i cosiddetti “fighetti”, dove spendi dieci euro solo per respirare. Ci sono queste situazioni, ma in sostanza chi staziona in piazza Verdi viene qui, perché qui trova una sua ragion d’essere, trova solidarietà, trova persone che condividono un modo di vivere la città, che è quello di occupare il suolo pubblico e di dividerlo in questo modo, per necessità, come nei casi delle persone sbandate, o per scelta ideologica.

Interviste a cura della redazione di percorsi-emotivi