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S’aprono i fiori…

martedì, maggio 4th, 2010

Ripenso al tuo sorriso...

Ripenso al tuo sorriso...

Allora non ero così indifferente.

Sorrise.

E non sapevo nemmeno distinguere le illusioni.

La notte, intanto, cullava i suoi figli nascosti, che fluivano lievi con un movimento esitante e spettrale da pesci di madreperla: il singhiozzo acquatico e flebile, il tacito canto dell’usignolo, l’aprirsi dei fiori oscuri, lo scorrere di anime antiche.

Tanto facile, Emilio, vederti tornare, scorgere il tuo viso al di là del vetro della berlina dorata.

Ho dovuto abituarmi a vederti partire.

Ma queste rose inaspettate (sono in pieno centro a Bologna), col loro colore insolente, il loro profumo dolce, l’apparente incongruenza di questo bell’angolo di vita fra le strade lastricate di grigio, mi donano sollievo.

S’aprono i fiori, stavolta non notturni, nell’ora che penso ai miei cari.

Il museo per la memoria della strage di Ustica

domenica, febbraio 14th, 2010

Dentro a un deposito ATC, in una zona di capannoni industriali, sta un oggetto, la carcassa di un aereo, che è anche un’opera d’arte (Boltanski) ed è anche una testimonianza.
C’è luce e buio, silenzio e voci. Ci sono mescolati il passato e il futuro, e l’impatto emotivo è molto grande.



01 Tutto parte da un dove

sabato, gennaio 9th, 2010

 

long time ago

long time ago

Come per questa mia avventura qui fra le emozioni  c’è sempre un inizio quindi ho pensato di iniziare davvero da dove tutto, per me, parte; questo è il posto dove sono nato.


Ci può essere qualcosa di più emozionante del tuo luogo dell’infanzia? che sia bella e spensierata o triste e angosciante, l’infanzia occupa sempre nella nostra parte conscia ed inconscia una parte predominante. Di questo luogo mi porto dentro la spensieratezza, la gioia del gioco, le paure, le delusioni a loro modo più dolorose e violente; sapori, soprattutto odori, una chiave importante della memoria, suoni, affetti; tutto, da qui parte per me tutto, è l’ombelico del mio mondo, piccolo mondo ormai antico, andato in gran parte perduto, anche se il termine più esatto penso sia “cambiato”, perchè anche nelle vite nulla si crea o si distrugge ma tutto muta in modo vorticoso.

Aggiungere altro su qualcosa che più che rimpiangere ricordo con infinita struggente dolcezza mi pare, a questo punto, un pò flebile ed inconsistente, quasi inutile; è difficile con le parole parlare di certe emozioni, grazie per l’opportunità ma da qualcosa occorreva pure partire… e peace!